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Sfide Online: un evergreen Made in Internet

La voglia di mettere alla prova la stupidità umana risale all'alba dei tempi, ma con Internet è in corso una vera e propria epoca d’oro grazie alle sfide online. Per quanto sembri un fenomeno recente, le online challenge esistono dai primi anni del 2000, ma esattamente… cosa sono le sfide online? Te lo spiego subito

Cosa sono le sfide online?

Le sfide online o challenge sono l’evoluzione delle catene di Sant'Antonio. Il principio è lo stesso: si propaga un messaggio chiedendo al destinatario di inviarlo ad altri contatti. Basta pensare alla popolarissima  “Ice Bucket Challenge”, venivi nominato da un amico e a tua volta dovevi nominarne degli altri dopo aver compiuto la sfida.

La “Ice Bucket Challenge” è un raro esempio di sfida online con un senso e un obiettivo specifico, ma tra gli adolescenti si diffondono challenge più pericolose.

Perché vengono fatte le challenge online?

La risposta breve a questa domanda potrebbe essere: per stupidità, ma sarebbe troppo riduttivo. Sono diverse le dinamiche che influenzano la scelta di un adolescente di accettare l’invito ad una challenge, come ad esempio: il timore di sentirsi rifiutati, apparire vigliacchi, provare qualcosa di nuovo e adrenalinico, uscire dallo stato di noia (giustificazione che sicuramente avrai già sentito nelle notizie dei telegiornali o dai siti di informazione).

Inoltre, il cervello dei più giovani è ancora in fase di maturazione, non prevede le conseguenze rischiose, per cui tendono a seguire la parte di cervello più emotiva.

Ovviamente, non tutti gli adolescenti sono così, ma in alcuni casi il bisogno di sentirsi parte di una determinata cerchia sociale e la febbre da like, che spinge a compiere atti, anche nocivi, pur di avere qualche “amico” o like in più, sono fattori predominanti che portano il giovane ad accettare la sfida.

Le sfide online più famose

Di seguito riporto una lista delle sfide online più famose con relativa descrizione:
  • Saltine Cracker Challenge: consiste nel mangiare 6 cracker salati senza bere acqua, tutti in un colpo.
  • Train/Car Surfing: arrampicarsi sul tetto del treno o della macchina ed emulare i surfisti, mentre il mezzo è in movimento.
  • Cinnamon Challenge: mangiare un cucchiaio stracolmo di cannella.
  • Balconing: saltare da un balcone o da una finestra di un piano elevato direttamente in una piscina o in un altro balcone.
  • The Choking Game: togliersi intenzionalmente l’ossigeno con l’obiettivo di svenire o fino a  provocare uno stato di euforia.
  • Salt and Ice Challenge: applicare ghiaccio e sale su una parte del corpo provocando ustioni di secondo e terzo grado.
  • Tide Pod Challenge (in Italia Dash Pods Challenge): masticare una capsula di detersivo per lavatrice.
  • The Fire Challenge: cospargersi parti del corpo con del liquido infiammabile e darsi fuoco nel tentativo di durare quanto più possibile.
  • Kylie Lip Challenge: alterare la circolazione sanguigna delle labbra per farle sembrare come quelle di Kylie Jenner.
  • Condom Challenge: ci sono due varianti di questa sfida, una prevede di mettersi un preservativo in testa, di gonfiarlo attraverso l’espirazione dal naso e riprendere fiato attraverso la bocca. La seconda variante prevede il riempimento del preservativo con dell’acqua e lanciarlo sulla testa dello sfidante. In entrambi i casi il rischio di soffocamento è elevato.
  • Banana Sprite Challenge: mangiare una banana con della sprite nel tentativo di non vomitare
  • Gallon Challenge: ingerire un gallone (3,78 litri) di una bevanda, solitamente latte.

E la Blue Whale?

Potrei pontificare fino allo stremo sulla Blue Whale, ma mi limiterò a dire quanto segue:
  • Blue Whale è una serie di sfide da compiere in 50 giorni, la quale si conclude con il suicidio del partecipante. 
  • Blue Whale è isteria collettiva
  • “Le Iene” hanno trasmesso servizi falsi.
  • Blue Whale non è una bufala, ma nemmeno è realtà
  • La polizia postale dando istruzioni sul da farsi, ne ha confermato l’esistenza, solo per rispondere alle isteria di massa che si erano sviluppatate intorno al fenomeno.

Conclusioni

Per cercare di limitare le challenge online è fondamentale continuare a rimarcare i rischi della rete, soprattutto verso i giovani e i loro genitori. 

Con Sicurezza 101 è proprio questo il mio intento, trasmettere le giuste informazioni per far conoscere gli aspetti più oscuri della rete. Il mio consiglio è sempre quello di non filtrare le informazioni, perché altrimenti il rischio è quello di far accrescere la curiosità e spingere le persone in quelle parti di Internet dove invece vorremmo tenerle lontane.




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